Presentazione conferenza nazionale di Venezia

Presentato lo “stato dell’arte” della battaglia contro l’amianto

SILVANA MOSSANO La Stampa 18/9/2012

 

CASALE

 
Il ministro dell’Ambiente Corrado Clini nel suo intervento al Municipale, ieri, sulla situzione delle bonifiche ancora da fare
Quel che si attendeva era un po’ più di speranza, anche se non era la giornata di ieri, al Municipale, l’occasione in cui ci si doveva aspettare che il governo portasse a Casale le risposte esaustive per risolvere il «caso amianto» in tutti i suoi aspetti, enormi, ancora aperti. Forse la presenza di tre ministri aveva indotto a credere che sarebbero arrivati nella città simbolo della lotta all’amianto con i portafogli aperti. Il fatto è che i portafogli, ancorché aperti, contengono ormai, per tutti, solo degli spiccioli. In ogni caso, la sede delle proposte concrete sarà (si auspica) la Conferenza governativa, a Venezia dal 22 al 24 novembre. L’evento di ieri doveva essere, ed è stata, l’occasione per presentare la «fotografia» dello stato dell’arte, riassunto, «dalla squadra messa al lavoro dal ministro della Salute Renato Balduzzi 9 mesi fa» ha precisato il coordinatore scientifico Giovanni Simonetti, nel Quaderno della Salute, che «è lo specchio oggettivo della situazione, ma non è un lavoro chiuso, può essere integrato o corretto con l’apporto di tutti». E proprio a questo scopo, dopo il convegno a Teatro, le associazioni hanno incontrato il professor Balduzzi e i suoi tecnici del ministero, per esporre le loro richieste sui problemi insoluti. Istanze che forniranno capitoli di proposta a Venezia.

La «fotografia» del Quaderno sviluppato in circa 200 pagine evidenzia che «tra i 34.148 siti censiti in Italia caratterizzati da potenziale contaminazione da amianto, 373 sono quelli più pericolosi, dato in difetto perché mancano i censimenti di Calabria e Sicilia, e che la stima delle bonifiche ancora da fare si attesta su 32 milioni di tonnellate, pari a 2,5 miliardi di metri quadri di tetti». Ed emerge anche che «il 72% dei manufatti smantellati finisce in Germania: paghiamo per i nostri smaltimenti». Un argomento su cui il sindaco Giorgio Demezzi è stato esplicito: «La nostra discarica tra due anni sarà colma. È urgente la costruzione di una nuova: si faccia una scelta definitiva che ci permetta a breve di avviarne la realizzazione perché – e qui le parole sono lapidarie – non possiamo immaginare di sospendere le bonifiche nel Casalese per la mancanza di un sito dove poter mettere i manufatti dismessi». E non rincuora certo la franca esposizione del ministro dell’Ambiente Corrado Clini sulla situazione finanziaria attuale: «Le risorse a disposizione di questo dicastero sul bilancio di previsione 2013-2015 sono diminuite del 70% rispetto a quelle del 2009-2012». È disarmante quanto oggettivo che «non si possono distribuire risorse che non si hanno». E, tuttavia, non si getta la spugna anche perché Clini è consapevole che «è meglio investire ora nelle bonifiche piuttosto che pagare più avanti e di più i danni causati dalla contaminazione». Concetto ripreso, con altre parole, dal ministro del Lavoro Elsa Fornero secondo cui si deve pretendere che le aziende investano in sicurezza, «solo quelle sono imprese ‘’sostenibili’’», perché «è vero che la crescita è un valore positivo, ma vogliamo vincere la sfida del lavoro in condizioni di salubrità». Ha portato l’esempio di Franco Buzzi, «che ci è stato portato via in maniera rapida e crudele dal mesotelioma; l’ho conosciuto, ho lavorato con lui (il ministro ha fatto parte del cda del gruppo cementiero, ndr) e ha sempre dimostrato grandissima attenzione umana sul tema della sicurezza nell’attività produttiva».

Ma la garanzia della sicurezza è anche legata alla assiduità dei controlli che, secondo il procuratore Raffaele Guariniello, non ovunque sono esaurienti. Il pm torinese sostiene che «le leggi ci sono, tra le migliori del mondo, ma sono disapplicate spesso per carenza di vigilanza» e questo provoca «conseguenze devastanti» perché «si diffonde l’idea che le regole ci siano, ma si possono violare impunemente». Un radicale cambiamento di rotta, su questo fronte, può arrivare dal Nas: è intervenuto il comandante dei Carabinieri per la Tutela della Salute Cosimo Piccinno, evidenziando l’incremento notevole di controlli; sicuramente l’azione del Nas può assicurare risultati efficaci, scoraggiando le «furberie».

E per i singoli cittadini che si può fare? Secondo il senatore ex magistrato Felice Casson, prendendo per buoni anche solo gli inizi degli Anni Sessanta come data in cui l’evidenza scientifica della correlazione amianto-malattia cancerogena era assodata, «lo Stato, astenendosi fino al ‘92 dal fare una legge che lo vietasse, ha permesso che per oltre trent’anni lavoratori e cittadini si ammalassero e morissero». Quindi c’è «un obbligo etico di dare seguito a quanto le popolazioni chiedono per evitare che ci siano ancora morti in questo Paese». A che punto è la ricerca di una cura contro il mesotelioma? Ecco, qui è mancata la speranza. L’epidemiologo Benedetto Terracini ha detto che non c’è spazio «per farci molte illusioni», a una terapia «si arriverà in tempi lunghi, con collaborazioni nazionali e internazionali». Ha insistito che «servono risorse, ma più di tutto bisogna puntare sulla collaborazione e sulla buona scienza». La collaborazione è la chiave con cui si vuole aprire la porta di questo nuovo percorso, partito (vale la pena di ricordarlo) a Capodanno 2012 quando il ministro Balduzzi incontrò in prefettura il sindaco Demezzi, la presidente dell’Afeva Romana Blasotti, e altri esponenti dell’associazione.

Un’attenzione che si era un po’ assopita si è riaccesa; è vero, ammette il ministro, «abbiamo anche ‘’utilizzato’’ la sentenza Eternit per creare punti di aggregazione». Questo fa sì che, ad esempio, l’Inail si mobiliti su più fronti, tra cui, come ha riferito il presidente Massimo De Felice, l’assunzione del ruolo di capofila nelle azioni, complesse e costose, per recuperare le provvisionali ordinate dal tribunale e che i due condannati non vogliono scucire. La Regione Piemonte, poi, ha provveduto a un riordino al Centro Amianto perché assuma un ruolo più efficace e operativo: ne ha parlato l’assessore alla Sanità Paolo Monferino, ricordando la recente nomina della Consulta tecnico-scientifica. Il riassunto andava fatto, ma, rileva il famigliare di una vittima, dal Quaderno non esce fuori la speranza. I ricercatori seri non vogliono spacciarsi per illusionisti, bene; siamo certi che stanno lavorando in silenzio, ma occorre che si provi a dire a dire qualcosa. La gente, fuori dai laboratori, di una piccola iniezione di fiducia ha tanto bisogno.

Presentazione conferenza nazionale di Veneziaultima modifica: 2012-09-18T07:58:00+02:00da padovamianto
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