Gorizia; indennizzo a 200 esposti allìamianto

Un milione di indennizzo a 200 esposti all’amianto

Ieri hanno firmato la conciliazione i lavoratori affetti da placche pleuriche Un anno fa risarciti i familiari di cento lavoratori deceduti per mesotelioma

di Laura Borsani

In duecento hanno invaso ieri il Tribunale civile di Gorizia per firmare la conciliazione che ha permesso loro di ottenere i risarcimenti per l’esposizione all’amianto. Quello di ieri è stato il secondo atto di una sorta di maxi-procedimento di rimborso che nel giro di due anni ha già garantito circa 6 milioni di indennizzi. Ciò che sta scaturendo è infatti una serie di conciliazioni raggiunte tra i lavoratori e i congiunti colpiti dal minerale e Fincantieri. Ad oggi siamo a quota 300 casi indennizzati. Un anno fa un centinaio di familiari degli operai deceduti per mesotelioma avevano firmato la prima conciliazione con i cantieri navali, ma anche altre aziende come le Ferrovie dello Stato, per il riconoscimento del risarcimento. Era solo una prima tranche, a fronte di 600 cause promosse. Allora l’esborso si attestò sull’ordine di 5 milioni. E ieri, al Tribunale goriziano, si sono presentati altri 200 lavoratori, questa volta per sottoscrivere la conciliazione dopo aver riportato la formazione di placche pleuriche legate all’esposizione all’amianto, ai quali è stato riconosciuto anche il danno psicologico: ciò ha significato un altro milione di indennizzi complessivi.

Indennizzi per l’amianto

Quella di ieri mattina, davanti al giudice di Gorizia, Barbara Gallo, ha rappresentato la prosecuzione di un procedimento promosso autonomamente rispetto al percorso penale in atto, volendo garantire indennizzi immediati rispetto ai lunghi tempi e ai rischi di prescrizione in sede penale, che pure prevede risarcimenti parziali, rimandando comunque alla competenza civile il riconoscimento complessivo del danno subito.

Azione di Cgil e Patronato Inca

L’iniziativa è portata avanti dalla Cgil e dal Patronato Inca provinciali, con il segretario Paolo Liva e il direttore Claudio Ceron, che si sono avvalsi del supporto e della consulenza dell’avvocato Giancarlo Moro e del medico legale Antonio Regazzo, collaboratori del sindacato nazionale. Si tratta di un percorso maturato due anni e mezzo fa, proprio per accelerare le procedure di indennizzo per i lavoratori esposti all’amianto. Da qui ne scaturirono 600 denunce, di cui 300 si sono concluse con le liquidazioni attraverso la conciliazione tra le parti. E intanto si fanno avanti altre 400 cause civili.

Processi penali a rischio prescrizione

È una sorta di “class action” che sta sortendo positivi risultati, proponendosi come un’operazione-pilota in Italia. A Casale Monferrato, infatti, si è puntato al maxi-processo penale. «I procedimenti in piedi al Tribunale di Gorizia – ha osservato Liva -, strutturati in più filoni, hanno tempi molto lunghi con il rischio della prescrizione per scadenza dei termini. Inoltre, il risarcimento in sede penale viene riconosciuto solo parzialmente, richiedendo la promozione della causa civile per il totale riconoscimento del danno. Da qui è nato il percorso civile, che non inficia i procedimenti penali in atto per i quali ci siamo costituiti parte civile, al fine di individuare le responsabilità».

Procedimento civile pilota in Italia

Il direttore del Patronato Inca, Ceron, ha spiegato: «Siamo i primi in Italia ad aver adottato questa strategia che anticipa, di fatto, il responso del procedimento penale. Abbiamo voluto proporre in autonomia questo percorso producendo in proprio il materiale probatorio. Abbiamo così costruito una solida base di prove, frutto di documentazione clinica e testimoniale, affinchè il giudice possa proporre con forza la conciliazione alle imprese datrici di lavoro, senza dover arrivare a sentenza».

Gia 300 casi di risarcimento

Ad oggi siamo già a 300 casi di risarcimento in sede civile. I primi cento approdarono a conciliazione lo scorso anno: a firmare furono gli eredi dei lavoratori deceduti per mesotelioma. Ieri mattina si è aggiunto un altro tassello: il riconoscimento a 200 lavoratori di un danno “minore” legato all’esposizione all’amianto, la presenza di placche pleuriche, comprovata dall’esame della Tac. Per loro è stato altresì riconosciuto il danno psicologico.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

http://messaggeroveneto.gelocal.it/cronaca/2012/05/25/news/maxi-processo-amianto-sentenza-a-ottobre-1.5156605

24 maggio 2012
Gorizia; indennizzo a 200 esposti allìamiantoultima modifica: 2012-05-24T18:26:00+02:00da padovamianto
Reposta per primo quest’articolo

Lascia un commento