Sentenza Marina Militare: “il fatto non sussiste”

Processo amianto, assolta la Marina militare

Stefania Divertito

«Il fatto non sussiste». Si chiude così il processo di Padova a sette alti ufficiali per la morte di due marinai dovuta alla presenza di amianto a bordo. L’accusa era di omicidio colposo. Smentita dal giudice. Ma già si profila un processo bis, con la cartelle cliniche dei tanti marinai che nel corso degli anni si sono ammalati. 

Padova. La sentenza è arrivata come un cazzotto nello stomaco delle decine di persone in piedi nell’aula F del tribunale di Padova. “Tutti gli imputati sono stati assolti perchè il fatto non sussiste”. Tutti gli imputati sono otto alti ufficiali della Marina Militare, accusati di omicidio colposo, lesioni e mancata adozione di cautele sul posto di lavoro. Sette, a dir la verità, perché nel frattempo uno è morto.

Il fatto, di cui avevamo già parlato qui a Linkiesta, è la morte di due marinai per malattie correlate all’amianto, la fibra killer con cui erano imbottite le navi della Marina. I due hanno respirato amianto a bordo, nella sala macchine, nei corridoi, ovunque fossero presenti manicotti rivestiti di amianto che durante la navigazione si sfaldava, sbriciolava, vaporizzava, in migliaia di piccole e letali particelle.

L’amianto lascia una traccia sanitaria in chi si ammala. Certi tumori sono la firma della sua presenza. Ma tutto questo non è stato sufficiente per il giudice di Padova che poche ore fa ha decretato che «il fatto non sussiste».

In una Padova in piena primavera, il piazzale antistante il tribunale era coperto di striscioni in segno di solidarietà, ma non erano presenti le vedove delle due vittime che, avendo ricevuto risarcimenti da circa 800 mila euro, hanno ritirato la costituzione di parte civile. C’erano invece Medicina Democratica e Associazione esposti amianto che hanno ottenuto di far parte del processo. Le stesse che hanno esposto striscioni a Torino (per il processo Eternit) erano a Padova per far sentire la loro voce e per costituirsi parte civile, ma non è servito. Adesso il rischio, fanno sapere a bassa voce dalla procura di Padova, è che la Marina militare possa chiedere i danni ai costituiti. Possa cioè rivalersi su di loro.

Alla lettura della sentenza, durata pochi minuti e arrivata dopo mezzogiorno, la reazione del pm Sergio Dini è stata compassata. Un sorriso sarcastico ed è uscito senza rivolgere la parola a nessuno. Poche  ore dopo, dal suo staff, facevano già sapere che sta lavorando al ricorso. «La formula usata per assolvere è talmente abnorme – è il commento – che il ricorso sarà più agevole».

Per analizzare meglio il dispositivo occorrerà attendere le motivazioni, entro 90 giorni. Nel frattempo però, la procura di Padova sta lavorando anche al processo bis che, ovviamente, avrebbe avuto una luce diversa se la sentenza di oggi fosse stata differente. “Marina bis” promette però di diventare quello che è stato il processo di Torino per l’Eternit. Sono centinaia le cartelle cliniche di altrettanti marinai ammalati o deceduti a causa dell’amianto respirato a bordo, e numerosi gli indagati che proprio nelle prossime settimane dovrebbero ricevere gli avvisi di chiusura indagine. Non solo, secondo numerose testimonianze raccolte dagli inquirenti, l’amianto sarebbe ancora oggi presente a bordo delle navi militari. Il tutto, finirà nelle carte del prossimo processo. Il cui esito, a questo punto, è più incerto che mai. 

Leggi il resto: http://www.linkiesta.it/processo-amianto-assolta-la-marina-militare#ixzz1pv7lfQjR

Sentenza Marina Militare: “il fatto non sussiste”ultima modifica: 2012-03-23T07:54:08+01:00da padovamianto
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