Mesotelioma, tocca alla ricerca

23.2.2012 La Stampa Ora tocca alla ricerca.pdf

AMIANTO. DOPO I RISULTATI OTTENUTI PER LE BONIFICHE E LA GIUSTIZIA

Serve un fronte unico e compatto fra le forze sociali e scientifiche

Una multinazionale di medici e ricercatori per costruire e non disperdere i saperi 

 SILVANA MOSSANO CASALE MONFERRATO

Adesso arriva il difficile. Dopo essere stati pionieri delle bonifiche, con tecniche di rimozione di manufatti e polverino d’amianto addirittura «inventate» a Casale, e dopo aver ottenuto il più grande (e fino a qualche tempo fa impensabile) traguardo di giustizia con l’individuazione e la condanna dei massimi colpevoli della strage causata dalla diffusione della fibra, ora alla «multinazionale delle vittime» si presenta la sfida più ardua: lottare per ottenere la cura che guarisca il mesotelioma.

La ricerca scientifica, forse perché è il tassello più difficile fra i tre obbiettivi, è stata tenuta per ultima. Non mancano, è vero, iniziative nel mondo, ma più autonome che coordinate. E, invece, se la battaglia di impronta fortemente casalese ha dato finora risultati ragguardevoli su bonifiche e giustizia, è perché ha prevalso l’unione delle forze e delle competenze insieme all’intelligente disponibilità a confrontarsi.

Con la ricerca bisogna usare lo stesso metodo: fronte compatto e confronto aperto al mondo. Chi pensa di cintare il proprio giardinetto senza lanciare il cuore e anche il cervello oltre la recinzione, con piena apertura alle sperimentazioni, combina poco. Serve, insomma, che si costituisca una «multinazionale dei ricercatori e dei medici» che si muovano in accordo, per integrare e non sovrapporre, per promuovere e non per disfare. Del compito di sorreggerli si fa carico la «multinazionale delle vittime» in cui sono incluse, storicamente, le forze sociali (associazioni di malati e famigliari, sindacati, cittadini singoli) e politiche (non solo un Comune, ma tutti i Comuni del territorio, insieme a Regione, meglio ancora se Regioni, a Provincia, meglio ancora se Province), sotto la regia centrale dello Stato, tanto più in questo momento in cui il ministro della Salute Renato Balduzzi ha chiaramente indicato che quella dell’amianto è «un’emergenza nazionale». Se, tuttavia, questa unità di forze è solo una dichiarazione di intenti, ma non è concreta, non porta da nessuna parte, con la conseguenza che i malati e i loro famigliari si sentono abbandonati e angosciati.

Quindi, se la Regione assume un primo ruolo di coordinamento, non può prescindere dal coinvolgimento di tutti. Ecco perché l’assessore regionale Paolo Monferino, che ha promesso, entro 15 giorni, di formalizzare in una delibera la strategia sul Centro Amianto individuata nell’incontro di lunedì a Casale, non può astenersi dall’ascoltare, prima, anche le parti che a quella riunione non c’erano (sindaci dei piccoli Comuni, Afeva, sindacati che, tutti, hanno espresso stupore e sconcerto per il mancato invito), ma anche medici e ricercatori, partendo da quelli di Casale e Alessandria che hanno l’approccio quotidiano con la maggior parte dei malati di mesotelioma, allargando la rete ai centri universitari (da quello piemontese ad altri, italiani ed esteri che già stanno conducendo studi sul mesotelioma). Soprattutto il confronto, tra clinici e studiosi sia sgombro da preconcetti e rivalità.

Altrimenti, non resta che pregare. Ed è quello che, in questa attesa fiduciosa di una terapia efficace, si comincia a fare. A partire da domani, ogni venerdì di Quaresima, a mezzogiorno, nella chiesa di S. Caterina, in piazza Castello, si recita il rosario, con commento musicale a cura dell’Accademia Le Muse, «pensando a tutti coloro che soffrono e muoiono a causa del mesotelioma».

Mesotelioma, tocca alla ricercaultima modifica: 2012-02-23T16:16:00+01:00da padovamianto
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