La scelta: soldi e ricerca

COMUNI: L’ORA DELLA SCELTA: Arrivano le decisioni dei paesi sulle offerte presentate dallo svizzero Schmidheiny

SILVANA MOSSANO CASALE MONFERRATO

Tre sì e quattro no all’offerta giunta dallo svizzero Schmidheiny sul caso amianto. Questi, a ieri sera, i risultati certi. Tra gli undici piccoli Comuni costituitisi parte civile al processo Eternit, hanno accettato i 169 mila euro Candia, Motta de’ Conti e Stroppiana (anche Caresana sembrerebbe intenzionata a pronunciarsi in questo modo). Scelte che, in alcuni casi, come a Motta, hanno lasciato qualche strascico polemico.
Hanno invece già respinto l’offerta Mirabello, Coniolo, Villanova Monferrato e, dopo la riunione di giunta di ieri pomeriggio, Morano. Nella tarda serata, inoltre, hanno deciso i Consigli comunali di Balzola, Ozzano e Pontestura. L’orientamento prevalente, dopo gli incontri plenari convocati venerdì a casa propria dal sindaco di Mirabello, Luca Gioanola, subito dopo il summit ministeriale di giovedì della scorsa settimana, era quello di uniformare le decisioni al no. Questo perché la somma di 169 mila euro non è stata ritenuta congrua rispetto ai danni da amianto (patrimoniali e no) che sono in continuo aggiornamento e, come tali, non possono prescindere da eventuali future azioni nei confronti del gruppo Eternit.
Poi, c’è una fondamentale considerazione etica che si aggancia «a 30 anni di impegno civile, sociale e istituzionale» e al «sacrificio di tante vite senza il quale non si sarebbe mai arrivati a questo processo». Il rispetto verso le aspettative di tante famiglie e dell’Associazione Afeva che le rappresenta è stato prevalente nella decisione.
Una decisione sulla transazione non l’ha ancora presa il sindaco di Casale Giorgio Demezzi (forse giovedì?), anche se non ha nascosto via via, in queste ultime settimane, l’orientamento verso un percorso (concreto e tempestivo, è stato rimarcato) da condividere con lo Stato, attraverso la regia del ministro della Salute Renato Balduzzi, da cui si attende, ora, l’indicazione di un pool scientifico autorevole, garante nella scelta delle ricerche mediche da finanziare.
In ogni caso, al di là dei convincimenti personali dei singoli amministratori, ha prevalso, nei Comuni che hanno deciso il «no», il desiderio di una scelta condivisa per recuperare l’unità del territorio con l’auspicio, si coglie dal rumor che trapela dai sindaci dei «piccoli», che Casale riprenda a svolgere autorevolmente e concretamente il ruolo di capofila e di rappresentanza che dà forza a tutti: a Casale stesso e ai paesi. «Sfilacciare il territorio in individualismi è controproducente» è il commento di molti, «tanto più se la partita cui si deve far fronte è quella dell’amianto». Complessa e costosa per quanto riguarda la bonifica, ma ancor più difficile, come dimostrano i fatti e anche i ritardi, quella della ricerca per individuare la cura contro il mesotelioma.

Un faro sulla ricerca contro il mal d’amianto

VIDEOCONFERENZA: Ieri tre luminari collegati con Palazzo San Giorgio per fare il punto sul mesotelioma

Ieri sera, la sala consiliare del municipio di Casale si è collegata in videoconferenza con lo Stato dell’Ohio, la Pennsylvania e le Hawaii, dove c’erano rispettivamente i ricercatori di chiara fama Carlo Maria Croce, Michele Carbone e Steven Albelda, che, sollecitati dai medici Massimo D’Angelo, direttore del Centro regionale amianto, e Luciano Mutti, presidente del Gruppo italiano mesotelioma (Gime), hanno spiegato quali sono gli studi in corso e quali le possibili prospettive. La videoconferenza è stata seguita sia direttamente a Palazzo San Giorgio sia da casa (e quindi non soltanto dai casalesi) via Internet. Non molte le domande arrivate anticipatamente sul sito del Comune, ma una anche da Bari.

LA STAMPA 31.1.2012

La scelta: soldi e ricercaultima modifica: 2012-01-31T08:17:00+01:00da padovamianto
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