MALAPOLVERE

 “Malapolvere” dramma umano finisce a teatro, Prima a Torino.

Il libro cronaca di Silvana Mossano ha dato le ali alla pièce appassionata di Laura Curino

AL GOBETTI Spettacoli da stasera fino al 12 febbraio vigilia sentenza Eternit

SELMA CHIOSSO CASALE MONFERRATO

Sola sul palco L’attrice Laura Curino mostra nello spettacolo «Malapolvere» come Casale e altre città, anche se ferite dall’amianto «sanno alzare la testa» [FOTO DI GIORGIO SOTTILE]

Due donne che hanno messo il narrare al centro della propria vita. Silvana Mossano, come giornalista, con rigore cronachistico che arriva dritto al cuore e Laura Curino attrice capace di far vivere le storie con il linguaggio universale che attraversa i sentimenti.
In mezzo quella cipria malefica, quella «Malapolvere», miraggio di benessere che, trasformata in killer, ha mietuto 1800 vittime.
La prima di «Malapolvere», che Laura Curino dice «spettacolo ispirato dal libro di Silvana Mossano, è lei il mio angelo custode, anche se ho letto altri libri, tutti pazzescamente toccanti su questo argomento», debutta in prima nazionale, oggi, alle 19,30 al Gobetti di Torino. Poi si replica fino al 12 febbraio, vigilia della sentenza Eternit. Gli orari sono fatti su «misura» per permettere agli alessandrini di assistervi: martedì e giovedì, alle 19,30; mercoledì, venerdì e sabato alle 20,45; domenica alle 15,30. Dopo Torino, Malapolvere sarà rappresentato il 18 febbraio al Teatro San Filippo Neri di Nembro (Bergamo) e dal 22 al 26 al Teatro Duse di Genova.
La morte, il dolore, il respiro che si spezza in gola, il labirinto di cure, la drammatica convivenza con il «meso». Tutto ciò può essere spettacolo? La risposta è sì se a trattare la tragedia collettiva ci sono due donne come Silvana Mossano e Laura Curino. Spiega Laura Curino: «L’avvelenamento da amianto è una tragedia fattasi simbolo di uno dei tanti mali a cui ci si espone senza saperlo. Lo spettacolo è un canto per quegli uomini e quelle donne che si sono immolate sull’altare di una tragedia del lavoro, un sacrificio importante che potrebbe essere non solo la fine di una storia terribile, ma anche il capitolo iniziale di una storia virtuosa». E Silvana Mossano: «Nel 1984 ero una giovane cronista e alcuni medici che avevano suppergiù la mia età mi chiamarono in ospedale per illustrami l’esito di una indagine sul mesotelioma. La percentuale di malati riscontrata a Casale era paurosamente superiore ad altre zone. Il primario Piero Capra Marzani, qualche mese dopo parlò della ricerca fatta dai suoi collaboratori, uscì allo scoperto e puntò il dito». La storia parte di lì. Silvana Mossano iniziò a scrivere di «puvri» e non se ne liberò più.
L’incontro con Laura Curino ha il sapore del Monferrato. Dice: «Mi è sempre piaciuta per quella passione che ha dentro sè. Laura ha origini casalesi, se non ha respirato la “puvri” ha respirato le sue storie. Le sue radici sono qui e questo è un valore aggiunto. E’ l’interprete ideale per dare voce a questa tragedia e portarla lontano. In due terzi del mondo si muore per amianto e la vera salvezza non è solo la demiantizzazione, ovvero la totale ripulitura dell’amianto, ma quella più attesa della cura. Sarà quella la catarsi. E Laura con il suo appassionarsi sa dare ali al riscatto di Casale e di tutte le altre terre anniettate dall’amianto». Laura Curino narra e le parole volano. Diventano la fontanella dell’ospedaleche «di cose ne ha sentite tante», che ha donato acqua per lavare lacrime, che ha attenuato il fuoco della disperazione, che col suo «glu glu» ha strappato un sorriso a chi di ridere proprio non ne aveva voglia. Ci sono il castello e la torre che di «vita ne hanno vista tanta» e che trasmettono forza e coraggio. C’è una città intera trafitta ma che sa alzare la testa. Come Silvana e Laura.

LA STAMPA 31.1.2012

MALAPOLVEREultima modifica: 2012-01-31T08:29:00+01:00da padovamianto
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