Ricerca sul mal d’amianto

Gli interrogativi sul WebIl sindaco Giorgio Demezzi: «Il nostro auspicio è quello di fare di Casale il centro di una rete internazionale di studiosi e ricercatori sul mesotelioma»

SILVANA MOSSANO CASALE MONFERRATO
I«no» ai soldi offerti d Schmidheiny al momento, per quel che riguarda i Comuni costituiti parte civile al processo Eternit, restano tre: Mirabello, Coniolo e Villanova. Il percorso istituzionale promosso dal ministro della Salute Renato Balduzzi, con gli impegni già presi insieme al collega dell’Ambiente, Corrado Clini, e quelli in gestazione, ha incontrato molto interesse nei sindaci, a partire da quello di Casale, Giorgio Demezzi, il quale, però, pur confermando l’orientamento a privilegiare la piattaforma di iniziative con la regia dello Stato che conferisce centralità di ruolo a Casale, dichiara di non aver ancora preso una decisione definitiva sull’offerta di 18,3 milioni di euro.

La giornata decisiva potrebbe essere domani o più probabilmente giovedì. Tra oggi e domani decidono Balzola, Morano, Pontestura e Ozzano.

Intanto, è confermata per stasera alle 21 la videoconferenza organizzata dal Comune di Casale per approfondire alcuni aspetti della ricerca sul mesotelioma, in collegamento Web con tre studiosi internazionali: Carlo Maria Croce, del Cancer Center dell’Università dell’Ohio, Michele Carbone, del Centro tumori delle Hawaii, e Steven Albelda, dell’Università di Pennsylvania. La conferenza può essere seguita nella sala consiliare, dove sono presenti Massimo D’Angelo, direttore Centro regionale amianto, e Luciano Mutti, presidente Gruppo italiano mesotelioma (Gime). Il Comune, che ha attivato nel proprio sito www. comune.casale-monferrato.al.it la sezione «Dossier Eternit», invita a segnalare su questa pagina Web, entro le 17 di oggi, eventuali domande da porre ai relatori in videoconferenza.

Spiega il sindaco Demezzi: «Il nostro auspicio è quello di fare di Casale il centro di una rete internazionale di studiosi e ricercatori sul mesotelioma». Non certo, va precisato, perché la ricerca si svolga a Casale, perché è attività che si attua seriamente negli istituti preposti a livello internazionale, ma con l’obbiettivo, invece, che Casale diventi uno snodo cruciale da cui passi sia l’aggiornamento costante degli studi attivati in più parti del mondo sia la priorità per i pazienti di accedere anche a tutte le cure sperimentali.

Quindi è certo utile raccogliere informazioni aggiornate e all’avanguardia per dare giuste speranze (ma non ingiuste illusioni) ai malati; al contempo è, però, urgente che il ministro Balduzzi dia indicazioni concrete e tempestive sulla costituzione di un organismo autorevole a cui affidare il ruolo di raccordo e garante scientifico super partes. In proposito invece del Centro regionale amianto, a cui si intende conferire centralità, Bice Fubini, che è membro del suo comitato scientifico oltre che direttore del Centro interdipartimentale Scansetti per lo studio di amianti, ha interpellato la collega americana Agnes Kane, della Brown University di Providence, che, come medico e ricercatrice, ha studiato il mesotelioma fin dall’inizio della carriera. Kane individua tre priorità nella lotta al «mal d’amianto»: ridurre i livelli di contaminazione (bonifiche), studiare strumenti di diagnosi precoce e sviluppare nuovi farmaci in grado di ritardare o impedire il danno ai tessuti delle persone esposte. «In associazione alle ricerche sui sistemi cellulari e in vivo su roditori – spiega -, gli studi sui meccanismi tramite i quali l’amianto causa un danno pleurico potrebbero fornire indizi per nuovi farmaci che prevengano lo sviluppo del mesotelioma». Conclude fiduciosa l’esperta: «Le speranze ci sono, certo con tempi adeguati e ingenti somme da investire».

LA STAMPA 30.1.2012

Ricerca sul mal d’amiantoultima modifica: 2012-01-30T08:26:00+01:00da padovamianto
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