I primi tre “no” dai paesi all’offerta Schmidheiny

SILVANA MOSSANO
CASALE  MONFERRATO
Manifestini Prosegue l’azione di sensisbilizzazione voluta dall’Afeva con volantini che sono già stati distribuiti al mercato e davanti alle scuole per spiegare perché dire «no» all’offerta di Schmidheiny

Il primo «no» a Schmidheiny arriva da Mirabello. Ieri mattina, il piccolo Comune monferrino, che conta poco più di 1400 abitanti, con un bilancio 2011 al di sotto dei 2,5 milioni di euro, ha respinto l’offerta del magnate svizzero, al quale Forbes, nella classifica degli uomini più ricchi del mondo, attribuisce un patrimonio personale di circa 3 miliardi di dollari. La decisione, si legge in una nota diffusa dal sindaco Luca Gioanola, è stata «assunta all’unanimità di giunta, Consiglio e cittadini presenti». Nelle stesse ore analoga decisione dal Comune di Coniolo. Il sindaco Giovanni Spinoglio: «Abbiamo ritenuto che l’aspetto della dignità e del rispetto per le vittime e per il territorio ferito sia prioritario rispetto a un risarcimento che certo ci aspettiamo ci venga riconosciuto, ma a compimento del processo e dall’autorità che conduce questo processo». Nel pomeriggio, è arrivato il terzo no, ancora con decisione unanime, a Villanova Monferrato: «La maggioranza era già orientata in questo modo, ma anche la minoranza e i cittadini presenti si sono tutti espressi per il no» spiega il sindaco Mauro Cabiati. «Ai soldi non sputo sopra», dice, ma trova indigeribile il metodo imposto: «Non voglio certo farmi intimidire dallo svizzero che mi viene a dire come devo spendere il denaro e, in più, impedisce, oggi a me, domani ai miei successori, di costituirmi in altri processi».

Mirabello, Coniolo e Villanova sono tra gli 11 piccoli Comuni del Casalese a essersi costituiti parte civile nel procedimento Eternit. Di loro l’imputato svizzero sperava di liberarsi offrendo in toto 2,1 milioni di euro, poco sotto i 170 mila netti ciascuno. Candia e Motta (con Stroppiana e Caresana) hanno accettato. Mirabello (e così gli altri due) ha detto: «No alla transazione. Si va avanti, con slancio e determinazione». La spiegazione di questa scelta collettiva, al termine di un percorso ponderato e condiviso, poggia sulla «sinergia tra cittadini, territorio, Provincia, Regione e ministeri di Salute e Ambiente, stretti intorno all’amianto che, come dice il ministro Balduzzi, è un’emergenza nazionale, con le sofferenze passate, presenti e future che si porterà ancora dietro».

Le decisioni di ieri fanno seguito a una serie di consultazioni, in cui si è inserito il vertice ministeriale di giovedì, concluse con un filotto di riunioni nella serata di venerdì a Mirabello, a cui ha partecipato anche il sindaco di Casale Giorgio Demezzi, dando un segnale importante (visto che all’incontro plenario c’erano anche Afeva e sindacati) che in molti tendono a interpretare positivamente circa la decisione che dovrà prendere a breve in merito ai 18,3 milioni di euro proposti da Schmidheiny, tanto più che una fattiva sintonia s’è instaurata coi ministri Balduzzi e Clini.

«Tra i 30 mila siti inquinati da amianto, censiti a livello nazionale – prosegue Gioanola – il Casalese con i suoi 48 Comuni e Casale capofila è il più importante anche per i risultati raggiunti sia delle parti sociali sia istituzionali. Avanti, dunque, e insieme!». Questo parrebbe essere l’orientamento prevalente anche degli altri Comuni, quasi tutti impegnati a decidere tra domani e martedì.

La macchina nazionale ha ingranato la marcia ed è partita, «ma c’è ancora molto da lavorare» dicono Afeva e sindacati. La determinazione, però, c’è. Sul fronte, più delicato e rilevante, della ricerca, ora, è indispensabile che sia il ministro Balduzzi in persona a indicare, in modo concreto e tempestivo, il pool preposto al coordinamento di studi e sperimentazioni, per evitare che il percorso si inceppi su personalismi e diatribe.

I primi tre “no” dai paesi all’offerta Schmidheinyultima modifica: 2012-01-29T08:32:00+01:00da padovamianto
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