“Ora serve una riflessione più ampia”

VERTICE SULL’AMIANTO. DALLO STATO UN IMPEGNO FINANZIARIO PER LA BONIFICA E UN SOSTEGNO ALLA RICERCA
“Ora serve una riflessione più ampia”
Il sindaco: riesamineremo nei prossimi giorni in giunta la proposta Schmidheiny
SILVANA MOSSANO
CASALE MONFERRATO
Il vertice romano promosso dal ministro della Salute Renato Balduzzi, a voler stare con i piedi per terra, poteva mirare a 2 obbiettivi: il primo, riavvicinare i lembi strappati di una città lacerata dalle tensioni prodotte dalla proposta di Schmidheiny facendoli sedere allo stesso tavolo con la proiezione di un ruolo centrale per Casale; il secondo, fornire al sindaco Demezzi elementi concreti che gli consentano quella «rivalutazione» cui Balduzzi l’aveva invitato e auspicata da molti cittadini contrari ad accettare i 18 milioni offerti dall’imputato svizzero in cambio del ritiro dal processo Eternit. Sperare di più, in un solo, pur lungo pomeriggio, in cui il «caso Casale» ha assorbito l’attenzione di due ministri (Balduzzi e Clini dell’Ambiente), con loro dirigenti e quelli dell’Istituto superiore di sanità, non sarebbe stato realistico. Fuori dal ministero, volontari di Voci della memoria hanno sostenuto i lavori esponendo tricolori «Eternit: Giustizia» e in città un gruppo di studenti all’uscita delle scuole ha distribuito volantini.

Su quei due fronti qualcosa si è mosso: intanto, appunto, il tema dell’amianto è tornato a essere argomento corale, per un problema che parte da Casale, ma è una emergenza nazionale e che come tale va inquadrato e affrontato. Il secondo aspetto trova motivo di speranza nella dichiarazione del sindaco Demezzi: «Alla luce di quanto emerso, già nei prossimi giorni valuteremo, io e la giunta, la proposta della Becon per conto dell’imputato Schmidheiny che, a questo punto, impone una riflessione più ampia». Una riflessione in cui, già da qualche tempo, aveva inserito il «privilegio per il percorso istituzionale». Demezzi ha aggiunto che, benché ci sia tempo fino al giorno prima della sentenza (attesa per il 13 febbraio), conta di decidere «la prossima settimana».

Lo stesso presidente della Provincia Paolo Filippi, al vertice ministeriale, ha richiamato alla concretezza, dicendo che Casale, in questa imponente battaglia contro l’amianto, non deve sentirsi sola, ma ha bisogno di garanzie. Sul fronte delle bonifiche, le garanzie ottenute riguardano la conferma che i 9 milioni già indicati dalla Regione, ma mai confermati, arriveranno; e il Cipe studierà in fretta una delibera per assegnarne altri 740 finora bloccati. Sulla nuova discarica, bisogna studiare come reperire risorse, ma, dal momento che lo smaltimento di amianto è un problema nazionale, se si ipotizzasse un impianto di più ampia portata, non solo locale, potrebbero intravedersi maggiori soluzioni di finanziamento. Che il problema amianto sia un’emergenza nazionale non solo l’ha ribadito Balduzzi, ma anche Clini che ha citato 30 mila siti già censiti: si dovrà bonificarli e sarà un percorso obbligato, da studiare con l’Avvocatura dello Stato, perseguire i responsabili dell’Eternit in cause civili se hanno causato questo inquinamento.

Per la ricerca, il ministro Balduzzi è intenzionato ad avviare, attraverso il Centro nazionale per la prevenzione e il controllo delle malattie (Ccm) un «progetto prototipale» per la sorveglianza sanitaria di lavoratori e cittadini esposti o ex esposti. A ciò si aggiunge un rafforzamento della ricerca terapeutica, partendo dal coordinamento di decine di studi aperti ma oggi scollegati. Il Piemonte e in particolare Casale sarebbero il centro di questo coordinamento, nel quale hanno già manifestato disponibilità di inserirsi niente meno che l’Istituto Mario Negri di Milano e l’Istituto tumori di Cesena. Ma l’Afeva, attraverso Bruno Pesce, ha richiamato l’attenzione anche sulle risorse esistenti, «che vanno salvaguardate, potenziando il personale, spesso precario, valorizzando il collegamento tra gli ospedali di Alessandria e Casale dove vanno attuate le migliori sperimentazioni al mondo, e collegandosi indiscutibilmente anche all’Università di Torino». L’approccio a una progettualità su rete nazionale suscita tale interesse che l’Inail ha ribadito l’intenzione a cofinanziarla con proprie risors.

La Stampa 27.01.2012 

“Ora serve una riflessione più ampia”ultima modifica: 2012-01-27T08:35:00+01:00da padovamianto
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