“Il dramma dell’Eternit è il nostro 11 settembre”

Per il libro-fumetto la “lectio” del direttore de La Stampa, Mario Calabresi

Krumiri e amianto. Casale è un dolce ricordo – «I miei biscotti preferiti… li mangiavo da ragazzo e anche quando stavo a New York» – ma allo stesso tempo, oggi, è un pugno allo stomaco, «una storia folle» da trasformare in «battaglia simbolo», per il direttore de La Stampa, Mario Calabresi: «Un anno fa rimasi sconvolto dalla visione del filmdocumentario Polvere». Dodici mesi dopo, nella capitale del Monferrato Calabresi c’è tornato, come testimonial, per la presentazione del libro a fumetti «Eternit – Dissolvenza in bianco», per la prima volta un volume rivolto agli under 20.
Gea Ferraris, architetto diplomata alla scuola del fumetto di Milano, e Assunta Prato, sua ex professoressa di lettere e autrice dei testi, vedova di Paolo Ferraris, stroncato dal mesotelioma 15 anni fa (a lui è intitolata l’associazione che ha promosso l’incontro), hanno commosso, ieri mattina, i seicento ragazzi delle scuole casalesi (gli istituti superiori Balbo, Leardi, Sobrero e le medie Alighieri-Trevigi e Negri) raccolti all’hotel Candiani per imparare dalle strisce disegnate in bianco e nero «una storia vera che non si può non sapere: conoscerla farà la differenza sul tipo di persone che diventerete domani» dice il direttore de La Stampa ai giovani casalesi.
L’Eternit ha ucciso in tutta Italia tremila persone, 1800 solo a Casale: sono trentenni, quarantenni, cinquantenni, i bambini e le bambine di ieri che saltavano al collo dei papà rientrati dalla fabbrica con il polverino nei capelli («Ti entra dappertutto, ti copre dalla testa ai piedi» racconta una vignetta), oppure i nonni, gli zii, che giocavano a bocce sul campo fatto di polvere d’amianto, la stessa polvere scaricata sulle rive del Po a formare una «spiaggia bianca come le Maldive», dove le famiglie andavano a fare i picnic. Tra le vittime ci sono tanti parenti dei casalesi di oggi: «Muoiono anche ora, in silenzio, consumandosi piano piano, ecco perchè abbiamo scelto “Dissolvenza in bianco” come sottotitolo del libro» spiega Gea Ferraris. Perchè sembra che si spengano, evanescenti come fantasmi ancora tra noi. «Il dramma dell’Eternit è il vostro 11 settembre», «le Twin Towers italiane» le chiama Calabresi, che nel suo intervento, diventato una sorta di «lectio magistralis», non rinuncia a cercare l’insegnamento che persino una vicenda tanto atroce come questa può lasciare: «Ci fa imparare tre cose: a prendere coscienza della realtà in cui si vive: provate a camminare per Casale guardando la città con occhi nuovi, alla luce della vicenda Eternit che ora conoscete, imparerete così a comprendere chi ancora oggi si ammala». E poi: l’odissea della malapolvere «ci insegna il coraggio di non girare la testa dall’altra parte di fronte a situazioni ingiuste o scomode. Bisogna sentirsi responsabili perchè si appartiene a una comunità: ci sono, qui tra noi, tanti casalesi che hanno questo atteggiamento, che non si sono mai arresi», come Romana Blasotti Pavesi. E infine, la capacità di far rinascere la fenice dalla cenere, ridare ali alla speranza: «Occorre trasformare la rabbia e il dolore in energia costruttiva, perchè le cose riescano davvero a cambiare».
Da qui, il messaggio universale del quale Casale può (e deve) farsi portavoce: dobbiamo lottare per la giustizia (il 13 febbraio la sentenza del processo), la bonifica e la ricerca sul mesotelioma, assieme perchè «la storia dell’Eternit è ancora calda» e appartiene a tutti. «Oggi Casale è la città più deamiantizzata concludono Assunta Ferraris e l’ex sindaco Riccardo Coppo – ma molto va ancora fatto: sono 55 le nazioni dove l’amianto è bandito, vuol dire che nei due terzi dei Paesi del pianeta è ancora prodotto e lavorato».

MIRIAM MASSONE

“Il dramma dell’Eternit è il nostro 11 settembre”ultima modifica: 2012-01-25T10:31:00+01:00da padovamianto
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