257/1992

Amianto – I benefici della legge 257/1992

Una sentenza giusta

La legge 257/1992 ha previsto il pensionamento anticipato per quanti risultavano essere stati esposti per un periodo di tempo considerevole al rischio amianto. Per individuare i diretti interessati  il Ministero del lavoro e della previdenza sociale nel corso degli anni  ha emesso diversi atti di indirizzo tendenti a chiarire i destinatari dei benefici previdenziali. Tuttavia gli atti di indirizzo sono alquanto diversificati quanto a criteri di riconoscimento  degli esposti (alcuni indicano espressamente specifici reparti e/o specifiche mansioni, altri invece più genericamente tipologie di attività) e quanto a tempi di esposizione.
La mancanza di uniformità di criteri ha creato le condizioni perché, sia l’INAIL, sia i decreti ministeriali determinassero una interpretazione restrittiva dell’accesso ai benefici. Un atteggiamento fortemente contestato dall’INCA poiché sulla base di queste restrizioni,  molti lavoratori, che avrebbero potuto vantare i vantaggi previsti dalla legge, non hanno presentato l’istanza di riesame della loro posizione.
Il Tar del Lazio, su un ricorso presentato dall’Associazione Esposti Amianto ha esaminato la questione e ha ritenuto illegittimo sia il decreto del Ministero del lavoro che le circolari dell’Inail, consentendo così di riproporre la domanda per l’accertamento dell’esposizione ad amianto per i periodi di attività svolta non oltre il 2 ottobre 2003, purché il lavoratore sia o sia stato dipendente delle aziende ricomprese negli Atti di indirizzo dal Ministero del lavoro,  che abbia presentato già la domanda di certificazione per esposizione all’amianto entro il 15 giugno del 2005 e che non sia andato in pensione prima del 1° gennaio 2008.

257/1992ultima modifica: 2009-09-21T12:10:00+02:00da padovamianto
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