Padova 10 aprile

Amianto, esposizione ignota per il 15% delle vittime

9 aprile 2009. Intervento dell’Ispesl al convegno della Fondazione “Bepi Ferro” di Padova: “Un fenomeno sfuggente. Spesso per le persone colpite da mesotelioma è impossibile individuare la reale origine della malattia”

PADOVA – A pochi giorni dall’apertura a Torino del processo contro la multinazionale Eternit, Padova si interroga con un convegno sugli effetti dell’amianto in Italia e sullo stato dei lavori per i risarcimenti delle vittime. L’iniziativa – a cura della Fondazione vittime dell’amianto “Bepi Ferro” sorta un anno fa in seno alla Cgil provinciale – ha messo oggi a confronto esperti nazionali e internazionali per interrogarsi su cosa si può e si deve fare per dare risposte concrete alle vittime. Ma quante sono le persone affette da mesotelioma maligno (tumore causato da amianto, ndr) in Italia? Nel nostro Paese si contano 1.200-1.300 casi l’anno, con un’incidenza di circa 4 uomini su 100mila e di una donna su 100mila. Diverse possono essere le cause d’esposizione: dal 1993 al 2004 il 66% dei casi di malattia era dovuto a esposizione lavorativa (81% uomini), mentre la convivenza con un familiare esposto toccava il 4,5% e le cause ambientali rappresentavano il 4,7% del totale

“Un’incidenza non da poco è relativo al dato dell’esposizione ignota, che supera il 15% del totale”, spiega Alessandro Marinaccio, ricercatore dell’Ispesl e referente per il Registro nazionale dei mesoteliomi. “Questo però non significa che esistono altre cause non riconosciute, bensì che talvolta è impossibile individuare la reale origine dell’esposizione sulla base dei ricordi della vittima”. Per quanto riguarda i settori più a rischio, metallurgia, metalmeccanica, tessile e marina da soli rappresentano circa il 60% del totale, seguiti poi da zuccherifici, trasporti, plastica, per circa un altro 15%. “Va però detto che più passa il tempo più i settori tradizionalmente a rischio diminuiscono la loro incidenza”, aggiunge l’esperto. “Il quadro d’esposizione di recente tende infatti a frantumarsi e a diventare più variegato. Da qualche anno il settore più colpito è l’edilizia con una distribuzione per mansione estremamente varia”.

Questo dunque è lo stato attuale e le previsioni per il futuro non sono rosee, ma al contrario annunciano un aumento dei casi ancora per qualche anno. È per questo che nel 1993 si è deciso di istituire il Registro nazionale dei mesoteliomi, che ha un centro operativo pressoché in ogni regione. “I centri fanno ricerca attiva dei casi di malattie”, conclude Marinaccio. “acquisiscono e verificano le informazioni cliniche e intervistano il soggetto. Sulla base del materiale raccolto definiscono e codificano la diagnosi, individuando anche la modalità di esposizione. I dati di ogni regione portano alla elaborazione, su scala nazionale, di ricerche e report”.

Padova 10 aprileultima modifica: 2009-04-10T16:23:00+02:00da padovamianto
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3 pensieri su “Padova 10 aprile

  1. ho partecipato al convegno del 10 aprile a Padova curato dalla vostra organizzazione.
    alla fine della riunione è stato votato un documento con isuggerimenti dell Avv.Moro.
    Gradirei ricevere il documento.
    grazie e arrivederci in zona.

    Il convegno ,a mio avviso ,molto ben preparato è stata una buona esperienza, soratutto perche ha saputo intrecciare varie ed importanti esperienze a partire da quella Francese.
    buon lavoro a tutti .

  2. mi piacerebbe associarmi,e ditemi come fare.sono già socia A.E.A trieste.mio padre, idraulico comunale è morto nel 1987.Dopo molti anni ho saputo che mesotelioma pleurico,il male che se lo è portato via, equivaleva ad amianto.Mi piacerebbe partecipare ai convegni se mi terrete informata.il mio indirizzo di posta elettronica è signoraelma@hotmail.it.Il nome di mio padre è inserito nel registro dei mesoteliomi veneto.Grazie

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