Bepi Ferro

Nasce a Teolo (Padova) il 22.8.1940 da Alessandro Ferro e Vittoria Gomiero. E’ l’ultimo di 6 figli.

L’origine della famiglia è contadina, ma poi il padre ha lavorato all’ Italcementi come operaio nelle cave di trachite dei colli Euganei. E’ una famiglia povera che sbarca il lunario con stenti e sacrifici, ma anche una forte dignità. I genitori sono cattolici ma di sinistra.

Il padre muore giovane, a 51 anni e Bepi ne ha solo 6 e la madre rimane vedova con 6 figli e senza alcun sostentamento. La famiglia si divide: il fratello maggiore, Umberto va immigrato in Svizzera, le due sorelle maggiori vanno a lavorare come domestiche in un famiglia nobile di Milano e la terza sorella, a soli 13 anni decide di farsi suora; la madre va a lavare piatti in un ristorante e non potendo custodire i due bambini più piccoli, li mette in collegio.Tra Faenza, Monselice e Padova Bepi trascorre la sua infanzia, spesso scappando.

Umberto rientra dalla Svizzera e va a lavorare all’Italcementi. Bepi, all’età di 13 anni, lascia  il collegio di Padova anche se non ha terminato le medie. I frati, che gestivano il collegio, lo mandavano a fare pratica in officine esterne e qui ebbe il suo infortunio sul lavoro: perse una falange del dito.

Il 5 maggio del 1955 viene assunto come apprendista tubista alle Off.ne Meccaniche Stanga nel vecchio stabilimento di via Turazza alla Stanga di proprietà, allora, della SADE.

Bepi ricorda il primo impatto con la realtà della fabbrica, un impatto molto forte quasi un trauma: ci lavoravano oltre 1400 persone, le facce degli operai scavate e abbruttite dalla fatica e dalle condizioni disumane del lavoro. La mensa aziendale era gestita dalle suore che operavano alla Viscosa. Suo fratello Umberto, che ormai gli faceva da padre, gli compera una bicicletta per andare al lavoro. Bepi è costretto a fare il percorso tra Teolo e Padova al mattino e alla sera. Al rientro serale Umberto gli impone di pulire ogni giorno la bicicletta e gli spiega che il suo acquisto è stato un grande sacrificio per la famiglia e lui deve mantenerla sempre in ordine e funzionante. La salita del colle, alla sera, dopo una giornata di lavoro, era molto faticosa e allora Bepi ricorda che spesso, assieme ad altri ragazzi che, anch’essi lavoravano a Padova, si agganciavano ai bus di linea e si facevano trainare.

La fabbrica ha da sempre una presenza sindacale molto forte; Bepi ricorda che la Fim-Cisl ha più iscritti, ma durante le votazioni della Commissione Interna i voti andavano in maggioranza alla Fiom-Cgil.

Sul finire del ’55 gli apprendisti decisero una riunione tra loro e Bepi vi partecipò per rivendicare anche a loro il pagamento del cottimo. La Commissione Interna. decise di non farsi interprete della loro rivendicazione. Gli apprendisti decisero di  scioperare e allora la Commissione Interna. ritornò sulle sue decisioni.

Bepi ricorda i nomi di alcuni componenti della Commissione Interna di allora: Zanella, Bezzati, Tomboli, Dalla Mutta, Bortolami, Maran, Radames e Tonello.

Nel ’56 Zanella lo convinse di iscriversi alla Fiom.

Ma è il ’57 e lo sciopero dei 37 giorni contro i 250 licenziamenti chiesti dalla SADE che segnerà in profondità Bepi. Ecco infatti come rammenta quel periodo”…Mi ricordo che mi facevano venir giù presto alla mattina…per andare in cerca di fondi per tutta Padova: sono andato al Bassanello in cerca di fagioli, di pane, di soldi, e mi ricordo sempre che quelli della Commissione Interna avevano organizzato un gruppo di lavoratori suddivisi su base territoriale, che doveva percorrere tutte le zone di Padova e Provincia alla ricerca di fondi.

Avevamo previsto una lotta molto dura. Il nostro luogo di raduno era la chiesa degli Ognissanti e alla chiesa della Pace. Quando avevamo raccolto abbastanza fondi in natura e in denaro venivano divisi fra tutti con 1.500 lire ai capofamiglia e 750 agli apprendisti. Quando li portai a casa mia madre mi disse: “anche se abbiamo bisogno, lascia i tuoi soldi e fallo fare anche agli altri apprendisti, perché chi ha famiglia ha più bisogno di noi. Noi, bene o male, ci arrangiamo”. Così tutti gli apprendisti decisero di lasciare tutti i soldi ai capofamiglia…. “.

Nei primi anni ’60 si iscrive al PCI che frequenterà sia nella sezione di fabbrica che in quella di Teolo.

Parteciperà alle lotte e nel 1966 verrà eletto nella Commissione Interna iniziando a far parte della vita attiva del Sindacato e partecipare alle prime trattative con l’azienda. Dirà, una volta andato in pensione che per lui “ la fabbrica è stata come l’università e che sia nel sindacato che nel PCI ho sempre trovato persone che mi hanno insegnato di fare del bene, per l’interesse della gente che lavora ma, anche di rispettare l’avversario”.

La fabbrica cambia proprietà, dalla SADE a Macola e dopo a Marchiorello e Bepi sarà per oltre 30 anni un protagonista di primo piano, sia in fabbrica che nel sindacato.

L’autunno caldo vedrà i lavoratori delle O.M. Stanga tra i protagonisti delle lotte operaie realizzando conquiste importanti. Bepi ne è l’animatore.

E’ protagonista nella lotta contro il terrorismo e autonomia operaia.

E’ stato un dirigente convinto dell’esperienza unitaria della FLM   Federazione unitaria CGIL CISL UIL.

E’ un convinto assertore della partecipazione degli impiegati alla vita sindacale e dell’unità con gli operai cosa rara per quei tempi. 

Pur restando in fabbrica, alla testa del Consiglio di Fabbrica, entra in segreteria FIOM.

Nelle lotte e nelle manifestazioni gli operai della Stanga sono sempre presenti in massa e danno sicurezza anche a tutte le altre fabbriche padovane, così come sono sempre attivi nel portare solidarietà attiva nelle aziende in crisi come con l’UTITA di Este.

Bepi si sposa il 26 ottobre 1974 con la sua amata Fiorella Caldari e avrà 2 figli Consuelo e Alessandro.

Nel ’90 viene eletto Presidente del C.D. della CdL di Padova.

Va in pensione il 31 luglio ’92 e continuerà a lavorare per la FIOM; diventerà successivamente un dirigente dello SPI padovano

Dopo una lunga malattia, viene sconfitto dal mesotelioma il 18 maggio del 2000.

Il movimento operaio padovano perde così un dirigente tra i più amati.

Note autobiografiche di Bepi Ferro

A cura del Centro Ettore Luccini

Bepi Ferroultima modifica: 2009-03-24T22:34:40+01:00da padovamianto
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