“L’Europa riapre all’amianto”

09-03-2009 da http://www.inca.it/News/200903091441.htm

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Ambiente: “L’Europa riapre all’amianto”. La denuncia dei sindacati europei

E’responsabile di 100 mila decessi l’anno nel mondo ed è ufficialmente vietato nella Ue dal 2005. Ma la Commissione vuole rendere “più elastiche” le norme che ne disciplinano l’utilizzo “dietro la pressione della lobby”.

Senza troppo clamore, il 25 febbraio scorso la Commissione europea ha fatto approvare agli Stati membri la sua proposta di deroghe per la fabbricazione e l’uso di alcuni componenti industriali contenenti fibre d’amianto crisotilo, senza fissare alcuna data limite. Secondo la Confederazione europea dei sindacati (Ces), questa decisione è frutto del formidabile lavoro di pressione della lobby dell’amianto, guidata a livello mondiale dall’industria canadese, secondo paese al mondo produttore di amianto dopo la Russia, e rappresentata in Europa soprattutto dalla Dow Chemical e da Solvay.

“La buona apertura della Commissione europea dimostra che i nostri passi iniziano a portare frutti”, ha dichiarato infatti ieri il deputato canadese e presidente dell’Assemblea nazionale Yvon Vallières, che s’è affrettato a trasmettere la “buona notizia” al giornale del Quebec Tribune. Contemporaneamente il presidente canadese del movimento pro-crisolito, Serge Boislard, ha dal suo canto ricordato che “già alcuni anni fa gli americani avevano tentato di bandire completamente l’amianto, ma hanno dovuto anche loro ravvedersi per soddisfare le necessità della Nasa”. Secondo la Ces, l’utilizzo del crisotilo, come ogni altra fibra d’amianto, dovrebbe invece cessare immediatamente, anche perché il principale attore industriale che si oppone all’abbandono dei diaframmi ad amianto in Europa, la società americana Dow Chemicals, sta già preparando da tempo l’abolizione totale dell’amianto crisotilo nelle sue fabbriche situate negli Stati Uniti.

Mentre le lobby esultano, le associazioni delle vittime e i sindacati sperano ancora che “la ragione finirà per prevalere”. La questione è ormai nel campo del Parlamento europeo che ha sei mesi per reagire o ratificare questa decisione. Questa “elasticità del divieto” di utilizzo dell’amianto sarà infatti definitivamente ratificata tra sei mesi se il Parlamento europeo non eserciterà il suo diritto di veto.

Già con la direttiva del 1999 (1999/77/CE), che ha proibito l’uso dell’amianto dal 1 gennaio 2005, l’Ue aveva concesso agli industriali di cessare ogni produzione a base di amianto entro il 2008.  Tale deroga riguardava gli impianti che utilizzano cellule d’elettrolisi: un processo industriale utilizzato soprattutto dall’industria del cloro, che ricorre a diaframmi contenenti per l’appunto amianto. Quest’esenzione avrebbe dovuto cessare entro il 2008, ma secondo la Commissione europea esisterebbero le ragioni tecniche ed economiche per mantenerla in vigore anche dopo questa data.

Dopo l’adozione di Reach, il regolamento sulle sostanze chimiche, la Commissione è andata più lontano ancora, inserendo nel testo del regolamento (allegato XVII) una seconda clausola di deroga che permetterebbe l’immissione sul mercato e l’uso di prodotti che contengono l’amianto a condizione che “siano stati prodotti prima del 2005”. “Questa seconda deroga è redatta in termini vaghi e confusi – denuncia la Confederazione europea dei sindacati – ed è aperta ad interpretazioni divergenti e pericolose”.

Le due deroghe erano state presentate agli Stati membri già il 17 dicembre. La Commissione sperava di raccogliere la loro approvazione affinché il testo potesse entrare in vigore nel giugno 2009. Al termine della riunione del 17 dicembre, la Commissione ha però rinunciato ad organizzare un voto, avendo capito che la sua proposta avrebbe incontrato la resistenza di diversi Stati membri, tra cui Italia, Francia, Belgio e Paesi Bassi. (cc)

“L’Europa riapre all’amianto”ultima modifica: 2009-03-09T16:49:00+01:00da padovamianto
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